Fernandez allo Stade Valdôtain: due giorni di formazione, passione e rugby

Due giornate intense, partecipate e ricche di contenuti tecnici e umani hanno accompagnato la visita di Fernandez al campo sportivo dell’Area6tu di Sarre, ospite dello Stade Valdôtain per una speciale sessione di formazione dedicata ad allenatori e giocatori del club.

Un appuntamento che ha coinvolto tutte le categorie, dalla propaganda fino alla prima squadra, lasciando un segno importante non solo dal punto di vista tecnico, ma anche nella visione e nella cultura del rugby condivisa durante gli allenamenti e i momenti di confronto.

“Cosa si può dire di una persona così preparata che viene a dare una mano alla formazione degli allenatori senza chiedere nulla in cambio?” raccontano dallo staff tecnico dello Stade Valdôtain. “È qualcosa che riflette perfettamente la sua passione per il rugby e la volontà di contribuire alla crescita dell’intero movimento italiano. Chi lo conosceva già dai tempi dell’Argentina sa bene quanto sia forte questo desiderio di trasmettere idee, metodo e cultura del lavoro.”

Durante le due giornate Fernandez ha lavorato sul campo condividendo principi tecnici, organizzazione del gioco e dettagli legati all’intensità e alla gestione delle situazioni di gara, ma soprattutto una precisa filosofia rugbistica.

“Sono prima di tutto grata a una figura come Fernandez che, nel panorama ormai internazionale, rappresenta un tecnico di grande prestigio e con un curriculum davvero importante” ha sottolineato la delegata FIR Valle d’Aosta Rossana Aquadro. “La sua disponibilità a venire in Valle d’Aosta per condividere la propria esperienza è stata per noi motivo di grande orgoglio. Non si è trattato semplicemente di un corso tecnico, ma di qualcosa che andava ben oltre.”

Uno degli aspetti più apprezzati è stato infatti il messaggio umano e culturale trasmesso ai ragazzi e agli allenatori. Fernandez ha raccontato come il suo modo di vivere il rugby nasca dalle esperienze maturate da giovane giocatore in Argentina e da una cultura sportiva che ancora oggi cerca di riprodurre sul campo: un rugby fatto di intensità, partecipazione, relazioni e attenzione a tutto ciò che ruota attorno alla squadra.

“Ci ha aperto gli occhi su tanti aspetti del gioco e della gestione del gruppo” prosegue lo staff tecnico. “Allenatori e ragazzi hanno iniziato subito a mettere in pratica molte delle idee proposte. Il fatto che abbia dedicato tempo ed energie per seguirci dimostra quanto il progetto sia coinvolgente e quanto ci sia margine per crescere.”

Grande anche la risposta dei giocatori, rimasti sul campo per ore con entusiasmo e partecipazione, compresi i ragazzi dell’Under 14 che hanno avuto la possibilità di lavorare direttamente con Fernandez entrando subito nel suo modo intenso e dinamico di interpretare il rugby.

“Credo che per tutte le società sia fondamentale investire tempo ed energie in attività di questo tipo, e per una realtà come la nostra lo sia ancora di più” conclude la delegata FIR Valle d’Aosta. “Per questo siamo molto contenti di aver potuto organizzare questa opportunità insieme alla società: rappresenta un momento di crescita prezioso per tutto il nostro movimento.”

E il percorso sembra destinato a continuare. Lo stesso Fernandez, al termine della visita, ha lasciato aperta la porta a nuove collaborazioni e futuri incontri, confermando la volontà di proseguire questo percorso condiviso di crescita e formazione.

Dichiarazione di German Fernandez sui due giorni di formazione:

L’esperienza di ieri e oggi per me è stata molto importante. Fare questo tipo di esperienze conta tanto, perché sento che mi piace condividere la mia esperienza. Credo sia una responsabilità che ho verso il rugby italiano e verso il rugby in generale. Questo privilegio che ho di lavorare con la Nazionale e con la formazione qui in Italia rappresenta una parte importante di questa responsabilità: condividere.
Infatti io penso che una persona impari davvero qualcosa quando la spiega e la condivide, ed è proprio per questo che provo tanto piacere nel fare queste attività. Mi piace tantissimo, sia ieri con gli allenatori dell’Under 14, sia oggi con la prima squadra, oppure con una squadra professionistica o con la Nazionale. Per me è tutto uguale: bisogna sempre essere aperti e condividere l’esperienza che si ha. Per questo sono molto felice di essere qui.

Per quanto riguarda il rugby e il tempo passato qui con i ragazzi, devo dire che una cosa mi ha colpito tantissimo: ho sentito qualcosa di speciale, molto simile a quello che viviamo noi in Argentina. Da noi il club è una seconda casa. Io dico sempre, per far capire un po’ la differenza, che il rugby italiano e quello argentino cambiano molto nel modo di vivere il club.
Quando ieri, dopo l’attività, ho visto tutti rimanere insieme a cena, è stato bellissimo. Vedere tutte queste persone partecipare, stare insieme… qui si sente davvero un ambiente speciale. Mi è piaciuto tantissimo tutto: il campo, l’organizzazione, ma soprattutto ho percepito una parte umana fortissima. Questa cosa mi è piaciuta davvero molto.